ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 21 gennaio 2018

Il Bianco e il Nero

Enrico Maria Radaelli: Gesù dice bianco, Ratzinger dice nero



Cari Amici, in questo link: Léon Bertoletti chiarisce come leggere il libro del professore Radaelli, vi avevamo già offerto un ottimo contributo ad un dibattito che si era acceso sui Media per il contenuto del libro del prof. Enrico Maria Radaelli per il quale, lo stesso mons. Antonio Livi, ci aveva inviato un profondo chiarimento, si legga qui, e per il quale non ringrazieremo mai abbastanza.
Questo sito ha un titolo ben preciso: Cooperatori della Verità, per questo motivo siamo sempre molto grati al professor Radaelli sia per la sua amicizia, sia per l’enorme contributo al delicato, ma anche impegnativo dibattito in corso, sui gravi problemi di natura dottrinale che da mezzo secolo, oramai, degradano sempre più la santa Chiesa e mettono a dura prova la vera fede anche del “gregge più piccolo”.
Quanto segue è una “Nota a margine”, appunto, attraverso la quale il prof. Radaelli desidera offrire cinque esempi per: “rassicurare il lettore della più ampia contestualizzazione, in questo mio lavoro, delle citazioni del pensiero ratzingeriano, così da poter garantire allo studioso il più largo aiuto per afferrarne, oltretutto, il significato non sempre limpido…”.

Don't call me Geoge,,

Orgoglio della fede

Questo post nasce da una triste constatazione che tutti abbiamo sicuramente fatto: nella società odierna, e particolarmente in quella europea, si verifica un inaudito ed inconcepibile fenomeno di vergogna della fede. Ogni giorno abbiamo sotto gli occhi molteplici esempi (nel da poco trascorso tempo natalizio, per esempio, l'oscurantismo nei confronti dei presepi) di come la società occidentale, che oramai vanta la laicità tra i suoi principi fondanti, adducendo il pretesto del rispetto nei confronti delle altre religioni, provi vergogna e cerchi dunque la negazione e l'oscuramento dei simboli e delle manifestazioni della propria millenaria fede cristiana.

Call me George

Una strana telefonata a papa Francesco (esclusiva)


Un po’ smarrito per quanto accade nella Chiesa, ho immaginato un dialogo tra un personaggio del passato e Francesco I. Il dialogo può apparire irriverente, ma è terribilmente serio. Dante Alighieri e Iacopone da Todi con Bonifacio VIII, Erasmo da Rotterdam con Giulio II, si permisero ben altra libertà, senza scandalizzare i cattolici del loro tempo.
Pronto santità, sono Enrico?
Enrico chi?
Enrico VIII, il re d’ Inghilterra.
Oh, quale onore. Metta giù, la richiamo io. Ho l’abbonamento.
Va bene Santità… ha circa 500 anni di ritardo…
Driiin
Sono Francesco, da Roma!
Santità, che piacere. Come mai mi chiama?
Ho dato una occhiata a quella lunga lettera
che lei inviò qui in Vaticano nel 1532, o giù di lì, se non erro. Devo dirle che il mio predecessore è stato un po’ poco gentile. Era un uomo un po’ attaccato alla legge. Un dottore della legge, duro inflessibile, un po’ wojtiliano e un po’ ratzingeriano. Un po’ fissato con il matrimonio e contro il relativismo. Ma ora le cose sono cambiate. Ci sono io con tanti cardinali tedeschi, tutti simpatizzanti di Lutero e degli scismi in genere: Kasper, Marx… Li conosce? Sono quelli che hanno svuotato le chiese dei loro paesi e ora danno consigli agli altri per fare altrettanto.
Ecco, volevo rivalutare il suo caso. Vediamo un po’, avrei in mente due strade possibili: la prima è vedere se il suo matrimonio è nullo. Ha qualche elemento in tal senso?

L’occasione della prova

IL VANGELO "PURGATO"



"Guai a me se non predicassi il Vangelo!". No, non potete fare questo: l’inganno della neochiesa massonica sta nel fatto, che non predica integralmente il Vangelo, ma solo quelle parti, che possono essere accettate dal "mondo" di Francesco Lamendola  

 

San Paolo, l’Apostolo delle genti, nella Prima lettera ai Corinzi, a un certo punto (9, 16-18) ci dice qual è la ragione che lo spinge a predicare ovunque il Vangelo di Gesù Cristo, instancabilmente, tra continue fatiche, pericoli, persecuzioni:

Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidatoQuale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il Vangelo senza usare del diritto conferitomi dal Vangelo.

Ci sembra che il momento storico che stiamo attraversando sia giunto, per certi aspetti, come una benedizione, come una ventata di aria fresca; di più: come il soffio dello Spirito Santo: perché forse spingerà un buon numero di cattolici tiepidi, apatici, conformisti, semi-addormentati, stanchi, rinunciatari, a riscuotersi, a svegliarsi, a riscoprire tutta la verità e la bellezza della fede che è stata tramandata fino a loro, nel corso di duemila anni, di generazione in generazione, di padre in figlio, fra mille ostacoli, incomprensioni, difficoltà, momenti oscuri; e farà sorgere in loro la voglia, l’impulso, non solo, il dovere imperativo e ineludibile, di lottare per difendere quella verità, per preservare la purezza di quella fede, per cacciare a pedate nel sedere, fuori dal tempio, gli odierni profanatori, la genia malvagia ed empia del clero modernista e dei vescovi e cardinali massoni, i quali stanno oscuramente brigando per distruggere la vera Sposa di Cristo e, così, fermare la trasmissione della Rivelazione alle prossime generazioni, sostituendola con della moneta lucente, ma falsa, uscita dalla zecca del demonio.

Tabula rasa, delenda Doctrina..

Una Chiesa demolita a colpi di umanitarismo

Nella distopia immaginata da Aldo Maria Valli la scelta di ammorbidire la dottrina distrugge il cristianesimo
Da Dostoevskij a Musil, da Mann a Orwell, molti romanzi moderni si sono posti sul confine che separa la letteratura dalla saggistica.

Qualcosa di simile ha fatto Aldo Maria Valli, vaticanista del Tg1 e ora anche autore di un romanzo distopico, Come la Chiesa finì (edito da Liberilibri e in vendita a 16 euro), nel quale mette in discussione vari tratti della Chiesa contemporanea.
Egli immagina che in un futuro non lontano una serie di papi venuti dall'America latina (tutti di nome Francesco) demolisca un poco alla volta l'edificio dogmatico del cattolicesimo, fino a dissolvere la Chiesa entro un'unica religione umanitaria globale.

Pensieri, parole e fatti..

Chi è Sean O'Malley, il francescano che accusa Papa Francesco

Francesco criticato dal cardinale Sean O'Malley per le posizioni espresse in Cile sul "caso Barros". Ecco chi è il cappuccino americano
Il cardinale francescano minore Sean Patrick O'Malley "contro" Papa Francesco. La notizia, per chi segue le cose vaticane, è decisamente inaspettata.

L'uomo di Chiesa, originario dell'Irlanda e nato negli Stati Uniti, infatti, non solo è il presidente della commissione della Santa Sede contro gli abusi sui minori voluta proprio dal pontefice argentino nel 2014, ma è anche un membro del C9: il minidirettorio cardinalizio istituito da Bergoglio per riformare dal profondo la Curia di Roma. Un organo che è stato riservato a quelli che comunemente vengono definiti "cardinali progressisti". Non a caso, del resto, il C9 è presieduto da Oscar Mariadiaga: un cardinale dottrinalmente vicinissimo al papa. "E' comprensibile che le parole di Papa Francesco siano state fonte di grande dispiacere per le vittime di abusi sessuali da parte del clero - ha detto il cardinale in riferimento al caso del vescovo Barros -. "Non essendo stato personalmente coinvolto nel situazioni che sono state oggetto dell'intervista del Papa, non posso spiegare - ha precisato O'Malley - perchè il Santo Padre abbia scelto le parole che ha usato nella sua risposta. Ma quello che so davvero è che Papa Francesco riconosce pienamente gli enormi fallimenti della Chiesa e del suo clero che hanno abusato di bambini, e l'impatto devastante che questi crimini hanno avuto sulle vittime che ama particolarmente", ha chiosato il cappuccino americano.

L’altra chiesa

LO SCISMA E' NEI FATTI



Ci sono già 2 chiese "lo scisma è nei fatti" quella politicizzata e ultraprogressista di Bergoglio non può procedere di pari passo con quella Cattolica di sempre che ha ancora il vezzo di parlare di Dio e del destino dell’anima 
di Francesco Lamendola  

 

Da tempo c’è qualcuno che pensa: se si va avanti di questo passo, nella Chiesa cattolica si produrrà un nuovo scisma; la chiesa politicizzata e ultraprogressista di Bergoglio non può procedere di pari passo con la Chiesa cattolica di sempre, che ha ancora il vezzo di parlare di Dio, della grazia e del peccato, del destino dell’anima, e non sempre e solo dei migranti, innalzati quasi al ruolo di nuovo feticcio da adorare in ginocchio. Ebbene: sono discorsi già superati dai fatti; perché, nei fatti, lo scisma c’è già stato. Piaccia o non piaccia, ci sono già due chiese, e sono letteralmente allergiche l’una all’altra, assolutamente divergenti e, pertanto, inconciliabili. Non è possibile trovare alcuna intesa, mediazione o punto d’incontro; nessun compromesso è possibile, perché esse guardano in direzioni diametralmente opposte: l’una al mondo, al quale vuol piacere ad ogni costo, l’altra al Regno di Dio, che – come ha detto Gesù Cristo - non è di questo mondo. Le due chiese ci sono già, ed è come se un muro altissimo le dividesse: e ad alzarlo è stato proprio il (falso) papa Bergoglio, che non parla d’altro che di muri da abbattere e di ponti da gettare. Ma quel che ha fatto realmente e che continua a fare, tenacemente, imperterrito, instancabile, è dividere: cosa assai interessante, sta spingendo via dalla Chiesa i veri credenti, mentre sta mietendo applausi e consensi fra tutti quanti sono, e sono sempre stati, nemici dichiarati della Chiesa di Gesù Cristo, della sua dottrina e della sua morale. Le due chiese, pertanto, già ci sono, e la distanza fra esse continua ad aumentare ogni giorno. Non è questione di buona volontà, è questione di verità: o si crede che il senso del Vangelo sia tutto quaggiù, nei poveri, negli ultimi, salvo poi farsi pagare 35.000 euro al mese per dire queste cose, come il cardinale Maradiaga, uomo di fiducia di Bergoglio, e salvo predicare le stesse cose che dice Soros e che sono sull’agenda della grande finanza mondiale, favorevole alle migrazioni per ragioni non precisamente nobili; oppure si crede che il senso del Vangelo si trova in una Verità soprannaturale che, quaggiù, può solo essere cercata, intravista e umilmente servita, non mai raggiunta e non mai realizzata.

12 articoli imponenti e 12 impotenti

Hit parade dei nuovi 12 articoli del Credo della neo chiesa (2)


Cari Amici, come vi avevamo anticipato qui per la prima parte, eccoci alla seconda di questa hit-parade della neo chiesa. Bisognava occuparsi prima dei Dieci Comandamenti, che sono alla base del nostro Credo autentico, per occuparci ora dei dodici Articoli che sono le fondamenta di tutta la Dottrina Cattolica, il famoso “Depositum Fidei” di cui parla già san Paolo in quel…. Fidei Depositum: «O Timoteo, custodisci il deposito; evita le chiacchiere profane e le obiezioni della cosiddetta gnosi, professando la quale taluni hanno deviato dalla fede» (1Tm.6, 20). Per comprendere come la Chiesa  abbia sempre difeso la vera Fede, cliccare qui per leggere l’esempio di san Francesco di Sales.